16/07/08

Avete mai provato con le pesche?

insalatadi pesche, cetriolo, rucola e palamita

Anzitutto, vorrei ringraziare chi è passato di qui in queste settimane, chi mi ha lasciato un commento o mi ha scritto un'e-mail per sapere come stavo. Ho avuto un po' di impegni di famiglia che mi hanno forzatamente tenuta lontana dal mio e dai vostri blog. Metti poi che tra lavoro vecchio e lavoro da cercare al pc sto già abbastanza ed ecco che l'assenza è giustificata!
Però il blog alla lunga mi manca, per cui eccomi :-)

Non cucino granché ultimamente ma, proprio dalla poca voglia di perdersi ai fornelli, nascono a volte delle idee simpatiche.
L'anno scorso, che ero parecchio più ispirata in cucina, avevo sperimentato diversi abbinamenti di pesce crudo con la frutta. Le pesche però mi mancavano. Qualcuno (e questo qualcuno è una grande cuoca professionista!) l'abbinamento l'aveva sperimentato con successo, e mi ero ripromessa di provare anch'io.
La palamita (che immagino non vogliate nemmeno più sentirla nominare!) potete tranquillamente sostituirla col tonno. Il risultato è un'insalata fresca e perfetta per questo caldo luglio.

Ingredienti

1 filetto di tonno o palamita
2 pesche
1 cetriolo
qualche foglia di rucola
aceto balsamico
succo di limone
fleur de sel
pepe nero macinato al momento

Tagliate a pezzetti piccoli la palamita e mettetela a marinare 10 minuti con un cucchiaino di aceto balsamico,poco olio evo ligure e qualche grano di fleur de sel. Tagliate a pezzetti anche le pesche e il cetriolo e conditeli con poco succo di limone, sale e pepe nero. Unite il pesce all'insalata e completate con qualche foglia di rucola.

27/06/08

Hummus di pesce bianco

hummus di pesce e fagioli bianchi

Fa caldo. E per me in generale è una grande notizia. Finalmente è arrivato il momento tanto atteso dei primi bagni, della prima abbronzatura, delle prime serate in pozzetto a godere il fresco della sera.

Per il mio blog però questo caldo complica ulteriormente le cose. Sì perché la mia cucina dalle tre del pomeriggio fino al tramonto diventa impraticabile. Servirebbero berretto, occhiali da sole e crema a protezione 20 solo per riuscire a lavare i pomodori. Certo, mettere delle tende (tendoni?) sarebbe una scelta sensata, ma per troppi anni ho sognato una cucina baciata dal sole, e 'mo per un po' me la tengo così!

Tanto diciamolo, con questo clima non è che venga voglia di mangiare le lasagne al forno. Quindi, finché il lavoro (o il non lavoro, sigh) me lo permette, ho trovato la soluzione: cucino al mattino piatti freschi che se ne stanno sereni a riposare in frigo fino all'ora di cena.

Ed ecco qua cosa ho fatto di un paio di merlani comprati ieri mattina.
Volevo provare una ricetta di rillettes con i fagioli trovata sul libro Fish & Fish. Solo che non volevo usare la panna. E volevo il cumino. E magari un po' di succo di limone. Alla fine ho fatto una specie di hummus, molto buono spalmato sul pane o per accompagnare una bella insalata mista. Fate voi.
Al posto dei merlani potete usare nasellini, merluzzo o altro pesce bianco.

Ingredienti:
2 merlani
1 scatola di fagioli bianchi (o 100g di fagioli bianchi secchi, ammollati e fatti cuocere con una foglia d'alloro)
abbondante cumino appena tostato e poi pestato nel mortaio
la scorza e il succo di un limone
sale, olio evo, pepe bianco
un po' di basilico fresco per completare


Pulite i merlani e fateli cuocere a vapore per una decina di minuti. Poi togliete la pelle e le lische e fate raffreddare. Sciacquate bene i fagioli. Conditeli con olio, sale, pepe e il cumino macinato. Unite la scorza grattugiata del limone e i filetti di pesce spezzettati. Passate al mixer fino ad ottenere una crema non troppo omogenea. Aggiungete il succo di limone, aggiustate di sale e pepe e mettete in frigo a riposare per alcune ore. Servite con un po' di basilico spezzettato (se avete il coriandolo è anche meglio).

19/06/08

Del doman non v'è certezza (ovvero vite precarie)



Ma chi la vuole poi tutta questa certezza? Io, certamente no, visto che da sempre - e invecchiando peggioro- mi alimento dei più svariati dubbi esistenziali.
Da quelli etici: chi sono?, cosa so fare?, cosa voglio fare della mia vita?
A quelli decisamente più pratici: meglio fare un figlio tra due anni o fare il giro del mondo in barca tra 10 anni? E se facessi tutt'e due? E se rinuncio al primo e poi mi pento? E se rinuncio al primo e poi non faccio il secondo? E se.
In tutto questo- chi mi conosce lo sa - ci sta sempre anche il blog: lo chiudo? non lo chiudo? ma a che serve?, ma mi diverto davvero? ma non è che sono ridicola? Ma perché non mi apro un blog sull'x,y,z argomento?eccetera eccetera.
In ogni caso, nel bel mezzo della mia ennesima crisi blogghifera, ieri - notizia fresca di stampa - è arrivata una ragione vera (evvai) per scombinarmi un po' l'esistenza.

Molto semplicemente, con poco preavviso e inutili giri di parole, mi è stato gentilmente comunicato che a partire dalla data del 1 agosto 2008 non avrò più un lavoro.
Eh sì, dopo oltre 5 anni di onorata collaborazione a tempo pieno (a costi irrisori, tra l'altro) come web writer, l'azienda per cui lavoro ha deciso di chiudere la redazione web, considerata ormai antieconomica. E io mi ritrovo a spasso.

O, meglio, mi ci ritroverò da settembre, visto che ho tutta l'intenzione di godermi comunque (si fa per dire) le mie meritate ferie, dopo un anno di lavoro.
Solo che, ecco, nel frattempo di lavoro dovrò cercarne un altro.
Quello che farò non lo so ancora. Ovviamente sto cominciando a organizzare la mia ricerca, ma so già che non sarà uno scherzo. Soprattutto perché mi piacerebbe continuare a scrivere, in qualche forma, da qualche parte.

Per cercare di vederla in positivo, come dicono il mio fidanzato e i miei amici, è l'occasione per trovare qualcosa di meglio, visto che quando un lavoro ce l'hai, la pigrizia, la certezza (?) e le abitudini consolidate, difficilmente ti spingono a guardare oltre, a meno che il tuo lavoro non ti faccia proprio schifo, e non era questo il caso.

Tutto questo per dirvi che sono ancora qui, anche se saltellante e, al momento, con non troppa voglia di cucinare. Ma prima o poi tornerà anche quella. Intanto questo we me ne vado in barca ad annegare il dispiacere nell'acqua salata e in qualche bicchiere di vino bianco fresco :-)

a presto e buon we a tutti/e!

03/06/08

Millevele 2008

Millevele 2008

No che non abbiamo vinto. E ci siamo classificati pure peggio dell'anno scorso che avevamo un equipaggio sgangherato ed eravamo arrivati alla linea di partenza con 5 minuti di ritardo!
Quest'anno, invece: equipaggio serio anche se ridotto (tre bravi + me), arrivo sul campo di gara con gran anticipo, prova delle vele e lunga e fin troppo meditata scelta del punto da cui partire. Scelta che alla fine si è rivelata sbagliata :-/
La colpa (!) è del vento debole e ballerino, che ha fatto un giro di 180° negli ultimi minuti e che ha fatto sì che partissimo proprio dal lato peggiore. Ma con una linea di partenza lunga mezzo miglio e affollata da 381 barche, se il vento gira all'ultimo minuto sei fregato :-).

Tra l'altro se il mio fidanzato legge questo post, di regate non me ne fa fare più visto che lui, quella che io considero giustamente una polemica costruttiva, ehm... la definisce diversamente :-P

E allora perché ve ne parlo, se non abbiamo vinto né ci siamo piazzati granché (decimi su una cinquantina di barche della nostra categoria), e sono pure evidentemente insoddisfatta?
Perché comunque mi sono divertita un sacco, e perché è uno spettacolo vedere in mare tutte queste barche dalle dimensioni, età e qualità costruttive più disparate, e gli ancora più disparati equipaggi: dai maxi yachs con tiratissimi marinai professionisti, ai barchini con su famigliole coi bambini, e a chi ha deciso ad un certo punto di inserire il pilota automatico per farsi du' spaghi .
Diciamo che in questa regata, visto l'affollamento, la cosa più importante è evitare danni alle barche e, soprattutto, alle persone, in particolare nelle fasi immediatamente precedenti e successive alla partenza, quando il campo di regata somiglia ad una pista di autoscontri. L'anno scorso, che era il primo anno che partecipavo, mi ero anche abbastanza spaventata: c'erano stati parecchi "tamponamenti", una grossa barca sfondata e una ragazza ferita.
In una giornata come ieri, con poco o nulla vento e molto irregolare nella direzione, le collisioni sono state certamente meno violente, ma da quel che ho visto e sentito anche più numerose. La scena è quella classica, per chi ha fatto qualche regata :"acqua!, acquaa!, acquaaa!, ACQUAAAA.... SBENG!! , a seguire urla, insulti e scambi dei numeri delle rispettive assicurazioni.
E, giusto per chiarire definitivamente che ieri non era proprio una giornata sì, una bella botta nel sedere l'hanno data anche a noi, e per giunta a speronarci è stata proprio una barca del nostro stesso circolo (!). Pulpito di poppa piegato, ma per fortuna nessuno si è fatto male e non ci sono danni allo scafo.
Insomma, una bella giornata affollata e movimentata, ma molto molto divertente, con l'ultimo lungo bordo - da Nervi a Genova - sotto spi: una lunghissima striscia di mare dipinta da oltre 300 giganteschi palloncini colorati :-)
Peccato solo che tocchi aspettare un altro anno per un evento del genere!

Millevele 2008

Ah, quasi dimenticavo: in entrambe le foto vedete la barcalapiùbelladitutte, quella con lo scafo grigio? Ecco, quelli lì siamo noi. E nella seconda foto, se guardate bene c'è una gambetta che sporge dalla barca a sinistra. Ecco, quella lì sono io, che cerco inutilmente di sbandare un po' la barca :-) Ma nonostante mi riproponga di fare un po' di dieta, evidentemente non sono così pesante :-)

(Entrambe le foto sono di Stefano Gattini, prese dal sito dello Yacht Club italiano)

30/05/08

Aiutoooo... arrivano i suoceri!

E fu così che, dopo i miei genitori, è stata la volta dei suoceri, a concludere il rapido giro delle visite istituzionali alla nuova casa. Ci ho messo un tot, a dire il vero, per invitarli. Sarà perché per questa casa dobbiamo ringraziare anche loro (grazieeeee!), sarà che un minimo di soggezione io ce l'ho ancora, volevo che la casa fosse decentemente in ordine.
E così, preso il coraggio a quattro mani e fatto l'invito ufficiale, sabato mattina sono andata in pescheria pregando di trovare finalmente una bella palamita (inutile che continui ad ammorbarvi sul quanto la adoro, no?) e qualche acciuga. Sono stata fortunata, perché dopo giorni di magra dovuti al cattivo tempo, sabato scorso ho trovato una palamita da 2,2 kg!
Ho immediatamente deciso, che ci avrei risolto tutta la cena, con poche aggiunte.
E così è stato: carpaccio di palamita (+ acciughe marinate) per antipasto, spaghetti alla chitarra con palamita e quattro grandi mezzi filetti da fare alla griglia. Da quel meraviglioso pesce ho ancora ricavato una tartare pappata all'istante, come rapido ma meraviglioso pranzo solitario mentre organizzavo la cena, e un bel filettone messo in freezer per le crisi d'astinenza. Ah, il dolce non era a base di palamita, ma lo posto un altro giorno :-)
Che dire, la casa è piaciuta tanto, e la cena pare anche.
Se poi non trovate la palamita, per fare questi spaghetti, potete utilizzare del tonno fresco o una bella fetta di spada.

spaghetti4P



360 g di spaghetti alla chitarra
1 filetto di palamita (circa 300g) tagliata a dadini
1 peperone giallo
10-15 pomodorini
una manciata di pinoli
una manciata di capperi dissalati
1 spicchio d'aglio
basilico e prezzemolo tritati
scorza di limone grattugiata
1 peperoncino
sale
olio evo


Per prima cosa gettate i pomodorini nell'acqua bollente, poi togliete la buccia e schiacciateli leggermente con una forchetta per far uscire l'acqua. Conditeli con un filo d'olio, sale, origano e un cucchiaino di zucchero e fateli candire in forno (a 100° per 1 ora e mezza). Passate il peperone sulla fiamma, poi spellatelo e tagliatelo a dadini.
Mettete in una padella capiente due cucchiai d'olio extravergine e scaldatelo con l'aglio e il peperoncino tritati. Aggiungere i pinoli e, dopo un minuto i pomodorini canditi che avrete fatto a pezzetti, i dadini di peperone e i capperi. Fate andare qualche minuto a fuoco basso poi spegnete la fiamma. A fuoco spento, aggiustate eventualmente di sale, e unite la palamita e la scorza di limone. Fate cuocere gli spaghetti e scolateli piuttosto al dente. Gettateli nella padella col sugo portandoli a cottura (un paio di minuti circa) con l'aiuto di una mestolata acqua calda. Completate con il basilico e il prezzemolo tritati e un filo d'olio a crudo.

25/05/08

Music on the air :-)

E' bellissimo questo meme che mi ha passato la Fra (grazie!) :-)
Certo è vero che io di musica non ci capisco niente: sono decisamente ignorante e fuori moda, basti sapere che a 15 anni io ascoltavo i Beatles e John Lennon.
Però la mia musica ha sempre avuto una parte molto importante nella mia vita, e ad ogni canzone riesco ad associare un ricordo e un'emozione, diciamo degli ultimi 20 anni (prima, sinceramente, no).
A pensarci bene la musica per me è spesso associata alla malinconia. Ed è solitaria. Da ragazzina, soprattutto, ma anche adesso. Se sono giù di morale metto su i miei pezzi preferiti per cantare a squarciagola e sfogarmi. Dietro a certe canzoni ricordo memorabili pianti adolescenziali, e immagino di non essere l'unica :-)
Ora cerco di contenermi un po', ma ancora oggi certa musica è per me qualcosa di intimo, che ascolto esclusivamente quando sono sola e certa che niente e nessuno disturbi il flusso delle emozioni.
Poi, invece, c'è la musica che è condivisione, quella che ha un senso solo se la si ascolata(va), quella che si balla(va) in un centro sociale o nelle manifestazioni. Ma anche questa musica per me ora suona abbastanza malinconica, forse perché sto per compiere 34 anni e la mia vita in questi anni è cambiata parecchio.
E ora viene il difficile, vale a dire scegliere SOLO 5 canzoni. Il che vuol dire escluderne altre 100, ma questo è il gioco. E allora giochiamo:

- Via del campo (F. De Andrè): perché, come in tutto De André, si respira l'odore intenso e acre dei vicoli e perché in quella via ci ho abitato per anni, avendo di fronte proprio il figlio della protagonista della canzone, il mitico Gianni Tassio.

- Ridere di te (Vasco Rossi): perché per me è una specie di dedica, che mi fece il mio miglior amico tanti e tanti anni fa. Ancora oggi quando la sento mi commuovo. E ce ne sarebbero molte altre a ricordare i miei vent'anni, ma è meglio non pensarci :-P


- Clandestino (Manu Chao): perché questa canzone rappresenta per me un lungo pezzo di vita, personale e non solo. Mi arrivò direttamente dalla Spagna, prima che diventasse in Italia il simbolo di un movimento che culminò nelle manifestazioni per il g8 di Genova.

- Ridere (Teresa De Sio e Fiorella Mannoia): perché questa è proprio una delle mie canzoni-sfogo. Da cantare a squarciagola e rigorosamente senza uomini nei dintorni :-)

- Sally (Vasco Rossi, cantata da Fiorella Mannoia): perché, oltre ad essere una canzone bellissima, ha avuto - incidentamente - un suo ruolo nel determinare la mia vita degli ultimi due anni :-P


Fatto. Ora mi piacerebbe conoscere le canzoni che amano di più: Stelladisale, Lory, Maricler, Elisa, Valeria. Sempre che ne abbiamo tempo e voglia, ovvio.


Ah, già che sono qui, vi segnalo questo cake che ho trovato su Sale e Pepe di giugno. L'ho provato perché avevo una scorta di farina di grano saraceno e non è più tempo di fare pizzoccheri (o forse sì?).
Beh, a me il sapore del grano saraceno piace un sacco, e questo cake l'ho trovato perfetto nel caffélatte a colazione :-)


cake di grano saraceno e yogurt greco


Ingredienti:
150g, farina
150g farina di grano saraceno
100g burro
145g zucchero
8g lievito
3 uova
125g yogurt greco


Mescolate nella planetaria il burro morbido con lo zucchero, poi unire lo yogurt e le uova una alla volta. Aggiungere le farine setacciate con il lievito, un pizzico di sale e mescolare bene. Mettere in uno stampo da cake imburrato e infarinato, completando co mandorle a lamelle (io ho messo della granella di zucchero). Cuocere a 180° per 35-40 minuti.

16/05/08

I muffins mirtilli e cioccolato bianco del cavoletto

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Di solito non sto a postare le ricette che copio paro paro da altri, però questi muffins sono stati accolti (dalla mia boccuccia e ancor più da quella del mio fidanzato!) con un tale entusiasmo che ho pensato che meritassero comunque un post.
La ricetta è del cavoletto e la trovate qui.
Io però, come suggeriva qualcuno nei comment, ho messo decisamente più zucchero (85g anziché 50g) e li ho trovati perfetti.
Buon fine settimana a tutte/i!
A noi genovesi ci toccheranno la pioggia e il papa. Pace, vedrò di consolarmi con questi muffins :-)

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