Certo la foto non è delle migliori, ma la preoccupazione principale, in queste situazioni, è che la macchina fotografica non si faccia una bella doccia salata. E io di docce salate oggi me ne sono fatte un tot, docce di un'acqua non ancora gelida, accarezzata da un sole che sembra inaspettatamente essere tornato a scaldare l'autunno. Sono le docce che fanno ancora piacere, anche se di capelli in ordine non se ne parla, e nemmeno di tornare in porto con i vestiti asciutti. Ma è presto per le cerate e i berretti di pile. Il sole splende e l'azzurro del cielo fa dimenticare le piogge e il freddo dei giorni scorsi.
E poi c'è la tramontana (30-35 nodi davanti a Voltri in questa foto) che da un lato è qui a ricordarci che l'estate è ormai un ricordo, ma dall'altro concede al sole di illuminare ogni cosa di colori intensi e caldi.
La tramontana è un gran bel vento. Soffia dall'autunno alla primavera segnando la fine di ogni perturbazione. E' un vento fresco e secco che ripulisce la città dalla tipica cappa di umido dello scirocco, colora il cielo di un azzurro intenso e trasforma il mare in una distesa di pecorelle bianche e spumose. Ed è un vento che dà nuova energia, nuova vita, e spazza via le noie del quotidiano e le piccole preoccupazioni.
Guardare il mare ed ascoltare il rumore del vento. Lascare la randa all'arrivo di una raffica, per ricazzarla un attimo dopo. Osservare il volo dei gabbiani e seguirli, perché se si stanno posando proprio lì vuol dire che ci sono dei pesci. Veder saltare una leccia di una decina di chili, e augurarsi che non abbocchi al nostro piccolo amo. Scorgere le cime innevate delle Alpi marittime, e pensare che l'inverno, visto dal mare, non sarà poi così terribile.
Veleggiare nel mare deserto, perché i motoschifi, i charter e i milanesi in questa stagione già in mare non ci vanno più.
E sognare di partire senza meta, con una piccola barca di nove metri e una gatta al seguito, per essere davvero un tutt'uno con questa immensa distesa blu. Che se poi ad una certa ora si rientra in porto, che c'è la lavatrice da stendere, la gatta da nutrire e la cena da preparare, non è un problema. Restano i capelli arruffati, il sale sulla faccia, e una sensazione di intensa felicità. Resta un sogno nel cassetto, custodito con cura, da tirar fuori quando sarà il momento, che sia tra dieci, venti o trent'anni.