27/10/07

Oggi

ieri

Certo la foto non è delle migliori, ma la preoccupazione principale, in queste situazioni, è che la macchina fotografica non si faccia una bella doccia salata. E io di docce salate oggi me ne sono fatte un tot, docce di un'acqua non ancora gelida, accarezzata da un sole che sembra inaspettatamente essere tornato a scaldare l'autunno. Sono le docce che fanno ancora piacere, anche se di capelli in ordine non se ne parla, e nemmeno di tornare in porto con i vestiti asciutti. Ma è presto per le cerate e i berretti di pile. Il sole splende e l'azzurro del cielo fa dimenticare le piogge e il freddo dei giorni scorsi.
E poi c'è la tramontana (30-35 nodi davanti a Voltri in questa foto) che da un lato è qui a ricordarci che l'estate è ormai un ricordo, ma dall'altro concede al sole di illuminare ogni cosa di colori intensi e caldi.
La tramontana è un gran bel vento. Soffia dall'autunno alla primavera segnando la fine di ogni perturbazione. E' un vento fresco e secco che ripulisce la città dalla tipica cappa di umido dello scirocco, colora il cielo di un azzurro intenso e trasforma il mare in una distesa di pecorelle bianche e spumose. Ed è un vento che dà nuova energia, nuova vita, e spazza via le noie del quotidiano e le piccole preoccupazioni.
Guardare il mare ed ascoltare il rumore del vento. Lascare la randa all'arrivo di una raffica, per ricazzarla un attimo dopo. Osservare il volo dei gabbiani e seguirli, perché se si stanno posando proprio lì vuol dire che ci sono dei pesci. Veder saltare una leccia di una decina di chili, e augurarsi che non abbocchi al nostro piccolo amo. Scorgere le cime innevate delle Alpi marittime, e pensare che l'inverno, visto dal mare, non sarà poi così terribile.
Veleggiare nel mare deserto, perché i motoschifi, i charter e i milanesi in questa stagione già in mare non ci vanno più.
E sognare di partire senza meta, con una piccola barca di nove metri e una gatta al seguito, per essere davvero un tutt'uno con questa immensa distesa blu. Che se poi ad una certa ora si rientra in porto, che c'è la lavatrice da stendere, la gatta da nutrire e la cena da preparare, non è un problema. Restano i capelli arruffati, il sale sulla faccia, e una sensazione di intensa felicità. Resta un sogno nel cassetto, custodito con cura, da tirar fuori quando sarà il momento, che sia tra dieci, venti o trent'anni.

24/10/07

Baccalà con patate e peperoni

baccalapatatepeperoni

Finalmente, grazie a loste, sono riuscita a preparare il baccalà come si deve (grazie :-P). Che sul fatto che va cotto poco (al contrario di quello che suggeriscono molte ricette) c'ero arrivata anch'io, perché il pesce in generale vuole una cottura leggera, sennò diventa stopposo (oppure si squaglia, a seconda del tipo di cottura). Ma non essendo molto pratica di baccalà, l'altra volta era rimasto un po' troppo sapido. Un vero peccato, perché la ricetta di Viviana è davvero sfiziosa. Comunque questa volta, il mio filetto di baccalà (già ammollato) l'ho lasciato un paio d'ore sotto un filo d'acqua corrente. Nel frattempo ho preparato e cucinato le verdure, e ho aggiunto il baccalà solo negli ultimi minuti, dopo averlo leggermente infarinato e fatto dorare in poco olio.
Ecco la mia ricetta.

Ingredienti: 1 cipolla rossa, 3 patate, 1 peperone rosso e 1 giallo, peperoncino, 1 pomodoro, timo, una manciata di pinoli, 1 filetto di baccalà di circa 400g, farina, sale, olio evo.


Affettate sottilmente la cipolla e fatela appassire in una padella ampia con poco olio. Unite il peperoncino, le patate sbucciate e tagliate a fette, e il pomodoro sbollentato, pelato e fatto a tocchetti. Salate e cuocete finché le patate non saranno quasi cotte (io ho aggiunto un pochino di brodo vegetale).
Nel frattempo cuocete sulla fiamma i peperoni, poi togliete la pelle e tagliateli a striscioline. Uniteli alle patate insieme ai pinoli e al timo. Cuocete ancora per una decina di minuti, Aggiustate di sale e spegnete il fuoco.
Togliete la pelle e le lische al baccalà, che avrete lasciato un paio d'ore sotto un filo d'acqua corrente. Asciugate il filetto, tagliatelo a pezzetti e infarinateli. Fate cuocere il baccalà in una padella in cui avrete messo un cucchiaio d'olio evo. Dovete farlo dorare appena (qualche minuto per lato, a seconda dello spessore del filetto). Ora riaccendete il fuoco sotto le verdure e unite i pezzetti di baccalà. Cuocete per cinque minuti, impiattate e servite con un filo d'olio e altro timo fresco.

22/10/07

Bucatini alle alici piccanti

bucatinialicipiccanti

In questi giorni ho purtroppo poco tempo da dedicare alla cucina ma, visto che mangiare bisogna mangiare (e le pizze sotto casa fanno schifo, diciamolo), la soluzione è semplice quanto banale: pasta!

Personalmente, devo dire di non essere affatto un'amante incondizionata del piatto nazionale, forse a causa di qualche trauma infantile (la pasta a casa mia era sempre troppo cotta e si condiva esclusivamente col pomodoro o col pesto, e a me questa cosa annoiava mortalmente, visto che poi mia madre per altre cose è un'ottima cuoca!).
Però, facendo di necessità virtù, credo di aver tirato fuori alcuni primi veloci e interessanti, scegliendo come prima cosa una pasta di qualità. Eh sì, perché nelle ultime settimane per la pasta sto facendo un mutuo da EVO (un negozio del centro di Genova specializzato in paste, oli d'oliva e condimenti) ma devo dire che ne vale la pena, visto che (a parte qualche dolcetto) è l'unica cosa che metto in tavola. E quindi: paccheri di Gragnano, spaghetti alla chitarra Latini Senatore Cappelli, pennette Latini al farro e via così.
Tra i miei acquisti, a questo giro, c'era anche un bel pacco di bucatini Cocco, che ho deciso di condire con delle alici fresche e poche altre cose.

Ingredienti: 200g di bucatini Cocco, pangrattato, aglio, erbette fresche (basilico, prezzemolo, timo), peperoncino, olio evo ligure, alici fresche (diciamo 5 a testa, pulite), un limone biologico, sale.

Scaldate un paio di cucchiai d'olio in una grande padella, unite il pan grattato, l'aglio tritato, le erbette e la scorza di limone e fate dorare leggermente. Poi aggiungere le alici. Fate saltare un paio di minuti e spegnete il fuoco (le alici non saranno ancora completamente cotte). Salate e cospargete col peperoncino tritato. Cuocete i bucatini, scolateli e fateli saltare per un minuto nella padella con le alici, che a questo punto saranno cotte a puntino. Spegnete il fuoco e completate il piatto con il succo di limone e un po' di prezzemolo tritato. Impiattate e servite.
E' un piatto velocissimo e semplicissimo, ma è una delle migliori paste che ho mangiato ultimamente.

20/10/07

Cavoletto's scones

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Ovvero come cercare di coccolarsi in un week-end un po' triste, visto che il pranzo tanto atteso con lei è saltato all'ultimo momento e – giusto per infierire sul mio umore – è arrivato un freddo micidiale.

Ma non è tutto. L'ho già detto e ridetto che sono una pasticciona, no? Lo sapete che fine ha fatto il mio cucciolo di lievito madre? L'ho ucciso. Senza pietà. Pasticciando di nuovo col forno. Al contrario di quello che è successo qui, questa volta anziché accendere il forno a 20° dopo il rinfresco, giusto per dargli un aiutino col freddo che c'è in casa, la manopola l'ho messa a 180°. E addio pane col lievito madre, almeno per un po'.
Sto ricominciando da zero e, nel frattempo, mi leggo con attenzione i preziosi consigli di Mara su lievito madre e panificazione. Le sue schede sono secondo me assolutamente da non perdere, se volete imparare a fare il pane come si deve.

Ma intanto per la colazione del week-end ho preparato gli scones che Sigrid consigliava vivamente di provare. L'ho fatto, e devo dire che sono davvero buoni :-) La ricetta la trovate qui. Io ho solo aggiunto un po' di prugne secche a pezzetti e qualche pinolo.

Le attività consolatorie proseguiranno stasera con la visione (finalmente!!) di Rataouille, e domani con gitarella in barca e premiazione della regata vinta domenica scorsa. Avrei tanto voluto che Lory mi accompagnasse, ma spero - anzi sono sicura - che ci saranno altre occasioni.
Un abbraccio e un in bocca al lupo a Lory e un buon gelido week-end a tutte/i :-)i

16/10/07

World Bread Day (Ce l'ho fatta!!)

Non sapete quanto sono felice di riuscire a postare il mio pane in tempo per il World Bread day. Eh sì perché per una serie di incidenti ( foto dimenticate o pane venuto un po' troppo colorito, come questo qui) pensavo proprio che non ce l'avrei fatta. E mi dispiaceva parecchio, visto che proprio in questo periodo mi sono messa a coccolare la mia giovane pasta madre, e devo dire che nonostante l'inesperienza e i mille timori, già a partire dal primo pane che ho fatto qualche giorno fa le soddisfazioni non sono mancate.
Ed eccolo qui, l'ultimo pane partorito oggi, un po' di corsa e con la farina che avevo in casa. Ma la differenza si vede, no?

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Per farlo mi sono limitata a impastare la mia pasta madre con il doppio di farina 00, un cucchiaio d'olio, 1 cucchiaino di sale e via a lievitare per parecchie ore (tipo 5-6). Mi sembra di capire che con la pasta madre i tempi di lievitazione siano più lunghi, tanto più che stamattina la pasta veniva direttamente dal frigo, mentre nei precedenti esperimenti la toglievo dal frigo la sera prima, come spiega bene stelladisale. Cmq direi che è venuto bene, forse il migliore che ho fatto. Questa volta, a differenza delle altre, ho cotto a 180°, così non ha preso troppo colore.
Posso dire ancora una volta quanto sono contenta del mio pane e di tutto quello che sto imparando grazie al blog? Forse divento noiosa :-P Comunque, visto che in tema di panificazione novellina sono e novellina resto, ben vengano consigli e trucchi, che sarò contenta di testare.

Tra l'altro, in questi giorni stavo proprio pensando a quanto sarebbe bello organizzare dei veri e propri laboratori virtuali sui nostri blog, per affrontare temi specifici, imparare tecniche di base e procedimenti. Per ora la butto così... Se interessa potremmo lavorarci e studiare un modo per realizzarli. Che ne dite?

Nota per gli interessati al lievito madre: di metodi ne ho letti tantissimi in rete, ma io ho seguito quello delle sorelle Simili, che partono da 200g di farina, un cucchiaio di miele, uno di olio e 100g di acqua. Se non avete il loro prezioso libricino, il procedimento lo trovate qui.

15/10/07

Pasta, broccoli e colatura

pastabroccoliecolatura

Della colatura di alici ne ho già parlato qui e qui . Per un'amante del pesce in generale - e dell'acciuga in particolare - come me, è stata una scoperta recente quanto folgorante. Paste, bruschette, insalate di pomodori e mozzarella, condimento leggero per pane e burro. La colatura come il prezzemolo. Anzi meglio :-))
Quest'estate me la sono portata in barca ed è scoppiato definitivamente l'amore: non solo non presenta nessun problema di conservazione, ma è davvero preziosa per dare tono e sapore ad una pasta coi pomodorini e, come testimonia il livello di liquame rimasto nel boccettino, per lanciarsi in mille altri esperimenti di cucina semplice, veloce e/o d'emergenza.
Qualche giorno fa sulla colatura ho letto un bel post di Mara, che l'ha usata per condire una semplice insalata di radicchio (assolutamente da provare).
Per quel che mi riguarda, l'ultimo must in fatto di colatura è diventato da qualche settimana questa pasta e broccoli, che i broccoli sono più facilmente propinabili al consorte rispetto al cugino cavolfiore, soprattutto se proposti sotto forma di pasta.

Ingredienti: 200g di penne o rigatoni, 300g di broccoli puliti, 1 spicchio d'aglio, 1 peperoncino tritato, 1 cucchiaio di pinoli, 1 cucchiaio di uvetta ammollata, 1 cucchiaio di colatura, pecorino sicilano al pepe (non stagionato) grattugiato (oppure altro pecorino non troppo sapido e staglionato)

Fate sbollentare i broccoli in acqua per 5 minuti. Raffreddateli e divideteli in cimette. Scaldate una padella con un paio di cucchiai d'olio, unite l'aglio e il peperoncino tritato (senza farli bruciare), poi aggiungete i pinoli e l'uvetta, che deve gonfiarsi un po'. Versate nella padella i broccoli, salate leggermente e portate a cottura (ci vorranno altri 5-10 minuti). Fate cuocere la pasta salando pochissimo l'acqua, scolatela e mantecatela nella padella con i broccoli. Spegnete il fuoco, unite un paio di cucchiai di pecorino e mescolate. Aggiungete, infine, un cucchiaio di colatura (per due – oppure andate a gusto ma senza esagerare), impiattate e servite.

11/10/07

Cake di zucca e cocco profumato al cardamomo

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Questa fanciulla qui, con i suoi bellissimi muffins speziati, mi ha fatto venir voglia di ricomprare il cardamomo, spezia che usavo tanto in passato per preparare dei meravigliosi dolcetti indiani a base di cocco e latte (prima o poi li farò, ma ci vuole il cocco fresco e tanto tempo...). Così, ho deciso di unire la mia voglia di spezie con altri esperimenti con la zucca. Questo cake è una variante di un cake alle carote e cocco che faccio spesso, ma il profumo del cardamono lo rende davvero speciale.
Purtroppo c'è stato un piccolo incidente col forno, acceso a 20° anziché a 180°, per cui il cake non è cresciuto come avrebbe dovuto (ho dovuto tirarlo fuori e ricominciare da capo) Ma, non posso considerarlo un ciofeca's day, in quanto, è davvero buonissimo! Preriscaldate per bene il forno, provate e ditemi!

Ingredienti: 200g di polpa di zucca (cotta precedentemente in forno), 100g di farina, 75g di farina di cocco, 40g di burro fuso, 2 uova, 10g di lievito, 100g di zucchero, 1 pizzico di cannella, i semini di due bacche di cardamono pestati in un mortaio, sciroppo di zucchero e altra farina di cocco per cospargere il cake.

Schiacciate la polpa di zucca cotta nello schiacciapatate, unite la farina setacciata, la farina di cocco, il lievito e il burro e mescolate. Sbattete le uova con lo zucchero e unite al resto. Aggiungete infine le spezie e mettete nello stampo da cake. Preriscaldate il forno a 180° e cuocete per una mezz'ora. Fate intiepidire, spennellate leggermente con uno sciroppo di acqua e zucchero e cospargete con la farina di cocco.