18/07/09

Ricette vecchie e nuove per una cenetta estiva

Ogni tanto cerco di ricordarmi che ho ancora un blog e che, anche se non sembrerebbe, ci sono molto affezionata, ma la pigrizia con il caldo è davvero tanta. Ultimamente, poi, ci si è messo pure facebook, dove è così rapido scrivere due cose e pubblicare le foto dei piatti che il povero blog chi lo considera più?
Così approfitto di una cenetta fatta un paio di sere fa per due amiche-colleghe per pubblicare un paio di ricettine fresche e veloci che hanno contribuito a comporre una specie di cena-buffet.
Tra le cose che ho preparato e che sono già sul blog ci sono: le polpettine di alici, i pacchettini di salmone con maionese al wasabi, le acciughe marinate (però ho usato il limone e non l'aceto di mele), l'insalata di avocado, melone e salmone affumicato, che ho pubblicato di recente.
Per completare la cena ho preparato un'insalata di orzo, gamberi e zucchine, con un pesto leggero senza aglio né formaggio. Tutto bollito, a parte i gamberi cotti a vapore e poi puliti, condito col pesto e messo a riposare al fresco per un'oretta.

orzo con gamberi zucchine e pesto

Infine il dolce, altrettanto semplice e veloce, rubato a Donna Hay.

coppette cioccolato bianco e lamponi3


Di questo vi lascio anche le dosi:

Bicchierini di panna, cioccolato bianco e lamponi

200g di panna fresca
150g di cioccolato bianco
3g di gelatina in fogli
un cestino di lamponi

Mettete la gelatina a bagno nell'acqua fredda per 10 minuti. Scaldate il cioccolato in pezzi insieme alla panna senza farlo bollire. Unite la gelatina strizzata e mescolate bene. Mettete nei bicchierini (ne usciranno 4). Lavate e asciugate i lamponi e affogatene circa la metà dentro i bicchieri con panna e cioccolato. Mettete in frigo almenno due-tre ore. Prima di servire aggiungete i lamponi rimasti.

29/06/09

Ragù (di seitan)

ragù di seitan

E' buffo che proprio nell'anno in cui k-kitchen ha deciso di tornare carnivora poi le venga voglia di prepare robe vegan, ricordi ormai sfocati di una vita che sembra così lontana ma in fondo non lo è. Sì perché io sono stata anche vegana in gioventù ma, soprattutto, avevo un (ex) fidanzato vegetariano e intollerante ai latticini, per cui i cibi vegan erano alimentazione quotidiana, così come la preparazione casalinga di seitan e tofu. E così, quando l'altro giorno ho visto la cavoletta, quasi stupita di se stessa, preparare il seitan in casa, mi sono detta che era ora di rispolverare le mie spinte salutiste (sob!) e mettermi al lavoro. Complice un sabato uggioso e casalingo e la necessità impellente di mettere le mani in pasta (e così ho fatto anche mezzo kg di pasta fresca), mi sono ritrovata con 400g di seitan morbido e spugnosetto (al contrario di quello che potete trovare nei negozi bio).

seitan tritato

Certo non ha un bell'aspetto, ecco, e il sapore diciamo che è neutro (per non dire insapore!) però ha dalla sua parte che è vegetale al 100%, e quindi sano, e il fatto di sapere di nulla o quasi consente di insaporirlo a seconda di come volete cucinarlo. Va utilizzato esattamente come la carne ma, prima di cuocerlo, l'ideale è marinarlo ben bene con spezie, aromi e shoyu. Oppure lo si può usare come spezzatino o ragù, semplicemente tritandolo a coltello e procedendo come un normalissimo sugo di carne. E' quello che ho fatto io, preparando un soffritto con cipolla-sedano-carota, sfumando il seitan tritato con vino rosso e cuocendo per circa 1 ora e mezza (sì lo so ci vorrebbero 3 ore, ma mi sono accontentata).
Ottimo ovviamente per condire la pasta, ma anche da spalmare sul pane. Provatelo (se avete il coraggio!) perché è davvero buono e sano, e mangiare vegan ogni tanto certamente male non fa nemmeno al carnivoro più accanito :-)

ps: per la prepazione del seitan casalingo vi rimando alla ricetta del cavoletto , anche se io non ho mai fatto riposare il blob per una notte (ma solo per un'ora) e uso almeno metà farina integrale. Inoltre, per cuocere il seitan consiglio vivamente un pezzo di kombu, un po' di shoyu e un pezzetto di zenzero fresco. Si conserva in frigo immerso nel suo liquido per alcuni giorni.

22/06/09

Tempo d'estate (e di melone!)

insalata di salmone, avocado e melone

Più che una ricetta questa è la (ri)proposta di un abbinamento. Di quanto io apprezzi il melone col pesce (in particolare col tonno, i gamberi o il polpo) ne ho già parlato ampiamente in passato, in particolare qui, qui e qui.
Altrettanto azzeccato (sempre limitandoci al pesce, per la carne rimando a un successivo post) è l'abbinamento col salmone affumicato. Ho aggunto un avocado (sarà banale e poco ecologico ma io lo adoro!) e del songino. Ci sarebbe stata bene anche la rucola, ma non ne avevo. In alternativa si può sostituire l'insalata con del coriandolo fresco. Per condire in tutti i casi: olio ligure, limone sale e pepe macinato al momento. Un piatto velocissimo da preparare per un pranzo fresco, profumato e pieno di vitamine.

16/06/09

Cake di albicocche e mandorle

Ho poco tempo per aggiornare il blog in questo periodo, e questo mi dispiace. Così come mi è dispiaciuto non partecipare all'evento Sottilette Kraft a cui ero stata gentilmente invitata e che mi pare, leggendo qua e , sia stato un gran successo. Sarà per la prossima volta!

Lunedì 15 giugno, però, mi sono persa (letteralmente) a Terroir Vino, l'evento annuale organizzato da Filippo Ronco di Tigullio Vino a Palazzo Ducale a Genova. Un appuntamento importante per tutti gli appassinati di vino, ma anche una buona occasione per chi, come me, di vino capisce poco, per parlare direttamente coi produttori che, diciamolo, a differenza dei sommelier, hanno il dono di farsi capire anche dai profani. Ottimi vini e ottima compagnia (grazie Sandra!).

Vi lascio una ricettina veloce, con le prime albicocche della stagione, che mi sono costate un paio di pantaloni a cui ero molto affezionata (galeotta fu la recinzione illecitamente scavalcata!). Ma ne è valsa la pena, sia per le albicocche (che quelle maturate sull'albero, si sa, hanno tutt'altro sapore!), sia per quella sensazione di avere ancora 15 anni quando il giorno dopo ne ho compiuti... vabbè, lasciamo stare!

cake di albicocche e mandorle

Cake di albicocche e mandorle

150g di farina
75g di mandorle ridotte a farina più un cucchiaio a scagliette
150g di zucchero
100g di burro
2 uova
una decina di albicocche
un cucchiaio di zucchero vanigliato
9g di lievito

Lavate le albicocche, dividetele in due e corpargetele con lo zucchero a velo. Montate le uova con lo zucchero, aggiungere il burro fuso, la farina setacciata con il lievito e le mandorle in polvere. Versate in uno stampo imburrato e infarinato, e mettete sull'impasto le albicocche e le scagliette di mandorle. Cuocete a 180° per circa 45 minuti.

25/05/09

Ciambella allo yogurt

ciambella allo yogurt

La foto è abbastanza orrida, lo so. L'ho fatta qualche giorno fa con poca luce e poca cura. In questi giorni ho parecchio da fare, senza contare che quest'estate anticipata mi dà alla testa (in senso buono!) e nei momenti liberi ho solo voglia di andare al mare e pensare alle prossime vacanze!
Inoltre non avevo intenzione di postare questa ricetta, nata da un'emergenza colazione e dalla voglia di provare uno stampo comprato più di un anno fa. E' uno stampo per ciambella troppo grande per la colazione di due persone, ma almeno una volta volevo usarlo. Poi mi sono accorta che questa semplicissima ciambella, a una settimana di distanza da quando l'ho preparata, è rimasta praticamente identica a se stessa, morbida e profumata. Sì magari ora con sto caldo può darsi che le due fette rimaste comincino a camminare da sole, ma questa è un'altra storia... Provatela, è perfetta per la colazione del mattino.
La ricetta l'ho presa dal forum di cookaround . Ho solo sostituito con la fecola parte della farina, e bagnato alla fine con uno sciroppo di limone e zucchero.

ingredienti:

175g di farina 00
75g di fecola
250gr. di zucchero
3 uova
1 vasetto di yogurt alla vaniglia
1 vasetto (quello dello yogurt) di olio di semi bio (girasole o mais)
1 bustina di lievito vanigliato
Per lo sciroppo: il succo di mezzo limone, un paio di cucchiai d'acqua e 4 cucchiai di zucchero.


Montate i tuorli con lo zucchero finché diventano spumosi.Mescolando aggiungete la farina e il lievito, poi unite lo yogurt. Riempite il vasetto vuoto dello yogurt con l’olio di semi e aggiungetelo all’impasto. Montate a neve gli albumi e uniteli all'impasto mescolando dal basso verso l'alto. Imburrate lo stampo per la ciambella e versate dentro l’impasto. Fate cuocere a 170°C nel forno fino a quando la ciambella si sarà dorata. Ci vorranno circa 40-45 minuti (verificate la cottura con uno stecchino)..
Preparate uno sciroppo con il succo di limone, l'acqua e lo zucchero e spennellate leggermente la superficie. Fate raffreddare e servite! Si conserva strabene, coperta con pellicola per alimenti!

07/05/09

La sacripantina

sacripantina1

Era da almeno un mese che avevo la fissa di provare a farla. La sacripantina è un dolce tipico genovese fatto di strati di pan di spagna, imbevuti di liquore, e crema al burro aromatizzata al caffé e cioccolato. Ha una tipica forma a cupola e fa bella mostra di sé nelle vetrine delle pasticcerie del centro. Il dolce non è particolarmente antico: l'ha inventato il pasticciere Giovanni Preti nel 1875, e la sua azienda la realizza tutt'oggi (industrialmente), anche in versione "merendina".
Io non sono un'appassionata di dolci, ma questa torta è davvero goduriosa, se amate il genere.
Visto la quantità di calorie, la mia scelta è stata quella di ridurre le dosi, facendo due piccole sacripantine. Diciamo che con una delle due abbiamo concluso la cena di ieri sera senza troppi sensi di colpa. E l'altra è pronta in frigo per oggi :-)
Avevo qualche dubbio sulla ricetta delle creme al burro. sinceramente, non sono ancora riuscita a capire se ci vanno i tuorli d'uovo (una specie di zabaione da unire alla crema al burro), oppure no.
Alla fine (anche grazie a Fiordisale!) mi sono convinta che lo zabaione non serviva. Serve però del burro di buona qualità, visto che il sapore si sentirà eccome.

sacripantina3

Queste le mie dosi:

180g di pan di spagna (preparato da voi o acquistato in pasticceria)
90g burro
100g di zucchero a velo
marsala secco per inzuppare
2 cucchiai di rhum
1 tazzina di caffé ristretto
1 cucchiaino di cacao amaro
2 amararetti secchi

Ricavate dal pan di spagna 8 dischi uguali (io ne ho ricavati 6 un pò più piccoli e 2 più grandi, per la base del dolce), togliendo il bordo, che dovrete tenere da parte. Montate il burro ammorbidito con 80g zucchero a velo. Unite il rhum e dividete a metà la crema. In una metà aggingete il caffé, poco per volta, amalgamando bene. Nell'altra il cacao. Ricoprite gli stampi con pellicola alimentare. Mettete il primo dischetto di pan di spagna, bagnandolo col marsala. Ricopritelo con la crema al caffé. Poi mettete il secondo disco, bagnate e ricoprite con la crema al cacao. Procedete così fino a esaurire i dischetti premendo delicatamente ogni dischetto inzuppato sui precedenti.Completate con l'ultimo disco (quello più grande, nel mio caso) Bagnate, premete, richiudete la pellicola sopra il dolce e mettete in frigo per tre ore. Alla fine dovranno avanzarvi un paio di cucchiaiate di crema al caffé, per completare il dolce.
Nel frattempo sbriciolate bene il pandispagna rimansto e gli amaretti (l'ideale è pestarli nel mortaio) e uniteli ai 20g di zucchero a velo rimasti. Passate le tre ore tirate fuori la sacripantina dal frigo e rovesciatela su un piatto. Spalmate in cima la crema rimasta e rivestita il tutto con le briciole. Tenete in frigo fino al momento di servire!

ps: la forma a cupola non mi è venuta; ci vorrebbe lo stampo apposito....La prossima volta proverò con un'insalatiera. In fondo era il primo tentativo, e sono piuttosto soddisfatta!

sacripantina0a

22/04/09

Sugarello mantecato

cremasugarello1

Diciamo che da un po' di tempo avevo voglia di fare il baccalà mantecato, soprattutto dopo aver visto il loro. Sono settimane che mi trattengo dal comprare il baccalà, perché il mio fidanzato (a cui il merluzzo piace!!!!) davanti al baccalà comincia a fare facce strane. E nulla serve spiegargli che a) è lo stesso pesce, giuro e b) la ricetta che ho in mente è superdelicata. Niente.
Comunque, lunedì abbiamo fatto un giro a Slow Fish. Era l'ultimo giorno della fiera e ci sono andata soprattutto per sentire la presentazione di questo libro.
Comunque, ancor prima di entrare nel padiglione Nouvel (meraviglioso a mio avviso, ma forse un po' troppo grande per Slow Fish) siamo stati accolti dai noti cartelli didattici sui pesci di cui andrebbe evitato o comunque fortomente limitato il consumo . Ed eccolo lì il mio baccalà che fa bella mostra di sé sul secondo cartello, essendo tra i pesci più sfruttati del globo insieme al povero tonno rosso. Tra i pesci consigliati dai cartelli successivi, perché (ancora) poco sfruttati in cucina (oltre alla mia adorata palamita!) c'è il sugarello. Questo pesce, che a Genova si chiama suello, pur avendolo visto mille volte dal pescivendolo a far compagnia ad acciughe e sgombri, non lo avevo mai provato. Così ieri, insieme a una mezza chilata di acciughe, ne ho presi uno, tanto per assaggiarlo. La carne assomiglia un po' a quella dello sgombro, è più delicata di sapore ma un po' meno soda, nel senso che rischia di sciogliersi un po' in cottura.
Per la pulitura vi rimando alle istruzioni che ha dato fiordisale tempo fa: davvero preziose, peccato non averle lette prima!

Io comunque, visto quel che ci volevo fare, non mi sono preoccupata troppo di eventuali spappolamenti. Ho tolto testa e interiora e ho diviso in due filetti (lasciando la lisca centrale). Ho cotto i filetti per una decina di minuti coperti di latte. Poi ho pulito il pesce eliminando tutte le spine, e l'ho mantecato nel frullatore con olio, come per fare la maionese. Alla fine ho aggiustato di sale e aggiunto un po' di pepe nero e una grattugiata di scorza di limone non trattato. Ho usato la crema per riempire alcuni bigné, fatti tempo fa e congelati. Ma è perfetta spalmata su semplici crostini di pane.

nouvel

ps: questo pesce è stata davvero una bella scoperta, sia per il costo limitato (4 euro al chilo), sia per il sapore molto delicato. Assolutamente da ricomprare alla prima occasione.