
E già mi manca.
Mi mancano gli spazi stretti e a volte un po' umidi del nostro piccolo Ziggurat, le quotidiane zuccate per infilarsi nella piccola cabina di prua, l'equilibrio sempre precario delle tazze di caffè,
Mi manca guardare per ore il mare deserto aspettando di vedere saltare un delfino o un pesce luna, o cercando di scorgere all'orizzonte l'arrivo di una brezza.
Mi manca la luna come unica fonte di illuminazione, il dolce ondeggiare dello scafo che scivola sull'acqua e il silenzio della navigazione notturna.
Mi manca lo stupirmi di quanto il mare sia mutevole anche nel corso di una giornata, imparare ogni giorno qualcosa di nuovo ed essere felice come una bimba per una buona bolina o per un ormeggio ben riuscito.
E poi gli aperitivi in pozzetto al tramonto del sole, i pranzetti messi insieme con quel che c'è e le cene semplici cucinate sul piccolo fornello basculante a due fuochi,
Il cibo in mare sembra essere più buono, che sia pesce appena pescato o semplice pane e formaggio. Sarà che anche fare una semplice pasta, durante la navigazione, richiede spesso abilità da giocoliere più che doti da cuoco. Sarà che pur avendo portato in barca mezza dispensa, non si hanno mai tutti gli ingredienti che si utilizzano normalmente a casa, ma in barca si riscopre, per forza di cose, il gusto del cibo semplice, e pane, beurre demi-sel e paté d'anchois diventano un pranzo da re :)
Insomma, dopo ogni viaggio in mare per me è sempre più difficile ritornare con i piedi per terra, e finisco col consultare immediatamente il calendario per trovare il prossimo ponte utile, la prossima vacanza, il prossimo spazio di libertà.
C'è una parte di me che non vuole proprio crescere, e che si ritrova ogni volta a sognare di poter salpare senza una destinazione precisa ma, soprattutto, senza una scadenza per il rientro. Ma sono pochi quelli che si possono permettere di passare sei mesi, un anno o anche più, su una barca a vela in giro per il mondo. Resta un sogno nel cassetto, che magari un giorno si realizzerà.
Ah, per quanto riguarda la meta del nostro viaggio: alla fine niente Corsica, ma Costa Azzurra fino alle isole Porquerolles.

Il mistral ha soffiato fiero per alcuni giorni.

ma la sosta "forzata" non poteva essere più piacevole.
Porquerolles, e le sorelle Port Cros e Ile du Levant restano un piccolo paradiso per gli amanti del mare e della vela. Il vento non manca quasi mai, l'acqua è trasparente e e piena di abitanti marini (ma i divieti di pesca sono numerosi e severi). La rumorosa e caotica Costa azzurra (in questo periodo dell'anno assolutamente sconsigliabile) resta lontana, ed è facile anche ad agosto trovare angoletti e baie semideserti.

Le isole sono un parco nazionale, ed sono vietate alle auto. Si va a piedi o in bicicletta, o si naviga tra le isole alla ricerca di una rada per passare la notte.
Chissà perché tutto questo mi sembra già così lontano...
Ora non resta che "ritornare con i piedi per terra", aspettando il prossimo viaggio. Per consolarmi, mi rimetterò a cucinare!