Gaietta,
Loste e
Tulip mi hanno invitato a questo meme. Scopo del meme è raccontare otto fatti "miei", e invitare altre 8 persone a fare lo stesso. Cominciamo:
1) Non mi sono mai piaciuti panettoni e colombe. A me, da piccola, piaceva solo il pandoro e per farlo capire ai miei genitori, davanti ad un panettone mi limitavo a asportare chirurgicamente tutta la copertura di zucchero e mandorle (ovviamente non solo della mia fetta), con il risultato che quel panettone non poteva essere più servito ad eventuali ospiti. Il peggio, però, accadeva quando sulla tavola compariva il panettone genovese, che non ha copertura, ma ha una golosissima farcitura di uvetta e pinoli. Lo scempio natalizio era comunque garantito.
2) Sempre da bambina, non mangiavo il formaggio. Ma mi piacevano da impazzire le croste: dalla fontina ai pecorini di varia stagionatura, non appena rimanevano sul piatto dei miei, io le rubavo e le divoravo, con o senza cera, al punto che mia madre doveva togliere le croste prima di mettere in tavola i formaggi, per timore di germi, conservanti e quant'altro. Quando poi, è arrivato in casa il forno a microonde è stata l'apoteosi: potevo "domare" anche le durissime croste del parmigiano, che sono diventate le mie preferite! Solo molto più tardi ho scoperto che le croste di parmigiano sono anche meglio se messe nel minestrone. Adesso che il formaggio lo mangio, le croste le tengo per ultime, come il boccone più prelibato!
3) Ho fatto la comunione in prima elementare. Mi ricordo che le insegnanti di catechismo ci dicevano che non bisognava assolutamente masticare l'ostia, perché era il corpo di Gesù. Accidentalmente, alla prima comunione l'ostia mi rimase attaccata al palato, per cui per forza dovetti staccarla e masticarla... Ricordo che sono uscita dalla chiesa che piangevo, convinta di aver commesso chissà quale peccato. Probabilmente è lì che ho deciso che sarei diventata atea: non si può credere e amare qualcosa o qualcuno che ti terrorizza!
4) Ammiro tantissimo la professionalità dei camerieri, e il distacco (professionale, appunto) con cui riescono a gestire le situazioni più assurde. Io, appena laureata, ho fatto la cameriera per qualche mese, in un ristorante di medio livello della mia città. Medio livello, dal più punto di vista, significava pieno di signori e signore "bene", assolutamente insopportabili. Una sera, però, un noto manager genovese venne a cena al ristorante con la sua "fidanzata" thailandese (che non parlava italiano) e con alcuni "amici", con cui continuavano a scambiarsi battute tutt'altro che galanti sulla signorina in questione. Servendo al tavolo, alla decima battuta che sentivo, ho avuto un gesto di stizza. Il mio capo la sera mi ha ripreso, e io mi sono licenziata.
5) Sono sempre stata maniacale e smisurata con qualsiasi cosa mi abbia appassionato: lo studio, la politica, gli hobbies. Finché non ho raggiunto un obiettivo o un dato livello di conoscenza, non ho vie di mezzo: leggo solo di quell'argomento, parlo solo di quello e la mia vita prende a ruotare intorno a questa passione. Fino a che non si esauriscono gli stimoli e guardo oltre, senza troppi rimpianti. Gli amici che mi conoscono bene, sorridono e comprendono. I "conoscenti", invece, paiono perplessi quando li incontro per strada e attacco a raccontare di quello che sto facendo
in questo momento. Credo che per loro sia come incontrare ogni volta una persona nuova. Io, ormai, ho fatto pace, con questo lato del mio carattere. In passato lo consideravo un difetto, dovuto al fatto che non avevo mai capito sul serio chi ero e cosa volevo fare della mia vita. Adesso, semplicemente sembra di aver già vissuto tante vite diverse in una vita sola.
6) Credo di avere una specie di sesto senso nel capire non le persone, ma le mie
affinità elettive con alcune di esse. Lo sento a pelle, rapidamente, e mi sono accorta di recente che queste sensazioni permangono anche se le persone non le conosco de visu, ma leggo i loro post e le loro mail.
Mi è successo questo con
Lory. Quando sono andata a trovarla, a giugno, non la conoscevo. Io non sono affatto una persona supersocializzante che deve per forza "vedere gente" per passare una serata. Qualcosa, però, mi diceva che stavo facendo la cosa giusta. Quando sono scesa dal treno e lei, pur emozionata quanto me, ha attaccato a parlare ininterrottamente per tutto il viaggio fino a casa, ho capito che non mi ero sbagliata, e che saremmo diventate amiche.
Adesso, ho questa sensazione forte,
con almeno una o due altre blogger. Per la conferma devo aspettare ancora un po', ma sono molto convinta di non sbagliare.
7) Dopo la mia prima crociera invernale in barca, sono uscita di testa. Ho comprato un planisfero, l'ho appeso in salotto e ho cominciato a tormentare il mio compagno per fare
il giro del mondo in barca a vela (!)
Sono andata avanti, serissima, con 'sta storia per alcune settimane, fino quasi a litigare sui massimi sistemi (il senso della vita, l'etica del lavoro ecc...)
Non è che adesso abbia cambiato idea, ma invecchiando
di un anno sto cercando di diventare più paziente. Ma prima o poi...
8) Domenica scorsa ho fatto la mia prima regata in barca a vela, una regata fatta per amore, anche perché la regata era significativamente una
Lui/Lei (!).
In precedenza mi ero sempre rifiutata di fare regate perché mi dicevo e dicevo di non sopportare le competizioni agonistiche, fatte solo – a mio dire – per far scaricare ai maschietti un eccesso di testosterone :-P
La regata però è andata molto bene e ho passato buona mezza giornata a vantarmi con gli amici del risultato, a scrivere su forum di vela e a fare i calcoli dei tempi...
perché se non avessero spostato quella boa senza avvertire i concorrenti, potevamo arrivare primi anziché terzi, e quello str..... della barca blu, se lo incontro lo strozzo, e.... però siamo arrivati primi di classe e soprattutto siamo arrivati davanti a.... Basta così poco, a volte, per buttare a mare le proprie convinzioni!
Adesso rifilo questo meme a:
Alex, Apprendistacuoca Stelladisale, Elisa, Elisa, The food traveller,
le franc buveur, Max